“Da 1 mese mi rimandano un intervento d’urgenza presso l’ospedale oncologico Giovanni Paolo II di Bari, perché il tecnico scelto per l’operazione proviene dalla Campania, ma per via dell’emergenza COVID19 gli viene vietato lo spostamento, a detta dei medici che mi seguono”. Gaetano ha scritto un post su facebook, rilanciato centinaia di volte, evidentemente però non abbastanza.

“Comprendo lo stato di emergenza – ha scritto – ma come mai medici in campo per affrontare il COVID19 e pazienti affetti da quest’ultimo possono trasferirsi tra le regioni? Come mai il tecnico Campano incaricato del mio intervento non può spostarsi in Puglia” si chiede. Così lo abbiamo chiamato.

“Mi sarei dovuto operare d’urgenza ai primi di marzo – ci ha detto – poi l’intervento è stato rimandato prima a metà e poi verso fine mese. Al Giovanni Paolo II hanno il macchinario, ma da quello che ho capito non c’è chi lo possa usare, il tecnico specializzato sarebbe dovuto arrivare da Napoli, ma con l’emergenza del coronavirus si è bloccato tutto”.

“Credo – ha aggiunto – che il problema sia legato alla possibilità che lui sia positivo, o al contrario che possa contrarre il virus qui a Bari, una questione di responsabilità. Quello che però non capisco è come mai si sia posto il problema se nel frattempo in Italia arrivano medici dalla Cina, da Cuba, e non da Napoli a Bari”.

“Stiamo facendo di tutto per contenere la diffusione del contagio – ci ha risposto a telefono Antonio Delvino, direttore generale dell’Istituto Oncologico – quando abbiamo rimandato l’intervento, pensavamo che nel giro di un messe saremmo usciti dalla fase emergenziale, ma appare ormai chiaro che non è così”.

“Stando così la situazione, fisseremo nuovamente l’intervento subito dopo Pasqua. Quando arriverà in Istituto, il tecnico farà il pretriage come chiunque altro prima di entrare, e se come speriamo risulterà negativo, procederemo con l’operazione”

“Quanto al fatto che disponiamo del macchinario, ma non di chi lo sappia utilizzare – ha aggiunto – si tratta della figura di un tecnico che non può essere assunto nei ruoli del sistema sanitario regionale, che ha una specifica conoscenza della macchina e ha competenze non sanitarie, è un problema di natura giuridica”.

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