Cartolerie e cartolibrerie, restando chiuse al pubblico, possono continuare a vendere libri, materiale scolastico e cancelleria tramite i social, telefono e internet, organizzandosi, nel rispetto delle regole, con la consegna a domicilio. Questo è quanto si apprende dal decreto emanato dal governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Stando però alla denuncia di alcuni proprietari di cartolibrerie, altri colleghi baresi, in questo caso specifico parliamo del quartiere Libertà, non rispettano le norme del decreto e sono aperte al pubblico. “Noi ci stiamo adoperando per il domicilio, come scritto nel decreto, per ordini effettuati da telefono o whatsapp. Invece ci sono altri colleghi del quartiere che fanno i furbetti”.

“Ogni giorno – denunciano – si vedono file di gente in attesa creando inevitabilmente assembramenti. I nostri clienti ci chiedono come mai noi siamo chiusi, come se ci fossimo presi una vacanza. Anche noi abbiamo tasse, bollette e stipendi da pagare, ma se la legge dice di stare chiusi la rispettiamo. Inoltre, da quanto abbiamo appreso, ci sono alcune cartolerie che lucrano sulla gente facendosi pagare 20 centesimi a fotocopia. Siamo infuriati. Come al solito chi rispetta le regole ha la peggio”.

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