foto di repertorio

“Non abbiamo più un euro, nemmeno per un pezzo di pane. Se ci staccano la corrente non avremo nemmeno più l’acqua calda. Aiutateci”. Fara ha 54 anni, col marito 59enne gestiscono un bar ad angolo in via Libertà, chiuso per decreto da quando l’Italia è diventata zona protetta. Sono arrivati alla disperazione.

Come si temeva il coronavirus fa vittime anche tra chi è sano. Solo qualche giorno fa la vicenda della famiglia di Marielisa, ridotta a implorare 50 euro in banca, ha commosso l’Italia intera, non solo l’imprenditore che senza pensarci un attimo ha portato la mano in tasca per dare loro cosa aveva con sé.

“Noi siamo chiusi, mentre c’è chi se ne frega dell’assembramento e appena si allontanano le Forze dell’Ordine, in giro per i controlli, riaprono come se niente fosse – racconta in un moto di rabbia -.mentre a noi è arrivato l’avviso di sospensione della fornitura di corrente e non sappiamo come fare”.

“Siamo ridotti all’elemosina, abbiamo anche scritto al sindaco, ci aiutano i miei genitori di 90 anni, ma non so se resisteremo fino all’arrivo della pensione. Dobbiamo anche comprare le medicine per me e mio marito, di questo passo non ci resta che gettarci dal balcone”.

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