Il calvario di Anna Maria Cagnazzo, la piccola che nell’agosto del 2017 aveva ingerito un sorso di soda caustica durante un matrimonio in una sala ricevimento a Turi, ha commosso tutti. L’acido le ha provocato gravi danni all’esofago tanto da dover essere sottoposta a decine di interventi per riuscire a tornare a deglutire. Nella sua storia si è imbattuta Ilaria, una ragazza di Bitonto, che anche lei come Anna Maria da piccola ha ingerito accidentalmente della soda caustica.

“Avevo 3 anni – racconta Ilaria – e all’epoca vivevo a Milano. Sono stata trasportata d’urgenza in ospedale dove mi hanno immediatamente operato. Ho dovuto subire tantissime dilatazioni dell’esofago tanto che mia madre mi ha raccontato che andavo in sala operatoria a giorni alterni. Tutto questo per 4 anni”.

“Nonostante le operazioni – sottolinea – la situazione è rimasta invariata rispetto al momento dell’incidente. Ho un esofago cicatrizzato largo 0,58 cm, per mia fortuna l’età l’ha reso elastico, ma ho sempre difficoltà ad ingerire cibi solidi, anche se riesco comunque a farli passare. Non posso mangiare determinate cose, tipo la carne. Ho vissuto questi 33 anni mangiando con l’aiuto della mano che, posizionata al punto giusto, facendo un gesto come volermi strozzare, aiuta il cibo a superare il tratto stenotico”.

“A dicembre – aggiunge Ilaria – però le speranze sono tornate. Tramite una trasmissione su Rai 1, sono venuta a conoscenza di questo primario, il dottor Felice Pirozzi che con la sua equipe, opera con l’ausilio di un robot chiamato DaVinci nell’ospedale di Pozzuoli. Mi sono messa in contatto con loro e dopo la visita, sono qui per operarmi”.

“Auguro ad Anna Maria che la sua situazione sia diversa dalla mia. Ho parlato con Giovanni, il papà della piccola, e sembra che lei abbia evoluzioni con le dilatazioni. Spero che queste non siano solo illusioni e che presto possiamo mangiare insieme una bella bistecca. Di certo – conclude la giovane bitontina – appena sarò dimessa, ci incontreremo”.

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