“Stiamo cercando personale da inserire per le mansioni di magazziniere, assistenza alla clientela, gestione del personale, distribuzione di materiale pubblicitario o assistenza nel back office”. Questo è quello che ci hanno detto a telefono quando abbiamo chiamato il numero indicato sull’inserzione attaccata a un palo in corso Mazzini. Se state cercando lavoro, come moltissima gente in tutta Italia, sappiate che Bari in questo momento è letteralmente tappezzata di manifesti, peccato che siano abusivi, ma di questo ne parliamo tra poco.

Con la crisi di occupazione che attanaglia tutto lo Stivale, sembra arrivata la manna dal cielo. Al numero di cui sopra, infatti, risponde un’azienda che si occupa di campagne pubblicitari, udite udite, niente meno che per delle multinazionali.

Non bastasse, siamo davvero fortunati: “Il nostro responsabile – prosegue la voce – sta organizzando i colloqui con i candidati per dare informazioni a 360° ”. Resta, dicevamo prima, il problema delle affissioni abusive: “Se danno fastidio toglietele – ci dice l’addetta al telefono quando lo facciamo notare – credo che abbiano le autorizzazioni”.

E qui entriamo nel capitolo delle affissioni abusive: “Mi sono trovato proprio mentre venivano attaccati questi volantini – racconta Dino Rizzo, ormai una vera autorità in materia di normative sull’argomento – e ho segnalato il fatto, mentre accadeva, a una pattuglia della Polizia Locale, gli unici preposti a sanzionare. Dopo aver osservato l’attacchino in azione – prosegue Rizzi – mi aspettavo che succedesse qualcosa, almeno che venissero tolti quelli appena affissi, invece niente, se ne sono andati”.

Su quanto avvenuto speriamo di ricevere chiarimenti dal Comandante della Polizia Locale, il Generale Michele Palumbo; quanto all’offerta di lavoro, dopo la nostra telefonata abbiamo saputo che l’azienda in questione ha sospeso i colloqui. Le multinazionali, purtroppo, dovranno attendere.

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