via quintino sella

“Dovessi ribeccarlo sulle scale del sottopasso a masturbarsi giuro che glielo taglio”. Anna vive da anni nella zona di corso Italia, una delle zone più degradate della città di Bari. Per andare al lavoro in ospedale usa la metro. L’altra sera rientrava a casa quando un uomo si è masturbato sulle scale del sottovia Quintino Sella.

“Stavo raggiungendo casa – racconta la donna – per andare a casa salgo le scale che conducono in corso Italia. L’uomo, bianco, seppure non so di quale nazionalità fosse, stringeva il suo pene in mano e al mio passaggio ha iniziato a masturbarsi. La mia prima reazione è stata quella di urlare, gridargli maiale schifoso e scappare via più velocemente possibile”.

Il fatto ha preoccupato non poco la donna, soprattutto dopo aver appreso da alcune conoscenti della stessa zona che l’uomo avesse già avuto lo stesso comportamento con altre donne e che quello non fosse stato un caso isolato. “Corso Italia è diventato uno schifo – denuncia la residente – erano appena le 22 e se al mio posto ci fossero state delle ragazzine? C’era una pattuglia vicino casa, impegnata in alcuni controlli.

Mi sono avvicinata ai due uomini in divisa per denunciare l’accaduto, ma quando hanno mandato qualcuno a controllare il pervertito era andato via. Non vorrei che volessero portarci a credere che l’unica soluzione sia la rassegnazione. Io non mi rassegno affatto all’idea di dover provare terrore quando torno a casa, perché qualcuno ha trasformato corso Italia in un dormitorio, fogna a cielo aperto e per questo luogo ideale per farsi di eroina. Abbiamo la stessa dignità di ogni altro barese e quindi il diritto a vivere in sicurezza”.

 

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