Una casa piccola, condizioni pietose, e la costante paura che suo fratello possa uscire dal carcere e tornare a farle del male. Siamo nel centro storico di Noicattaro e Milena (nome di fantasia) ha vissuto a lungo da sola la sua disperazione.

Le terribili condizioni di Milena sono state rese pubbliche solo dopo l’intervento dell’associazione Occhi Randagi. I volontari erano andati in casa per salvare i cani della donna, in seguito a una denuncia degli assistenti sociali. Milena ha evidenti problemi, alcuni dei quali potrebbero essere stati aggravati da anni e anni di maltrattamenti. Sua madre, come ci ha raccontato al telefono, è morta anche perché la situazione familiare ha esasperato la situazione.

I servizi sociali di Noicattaro avrebbero proposto a Milena di andare a vivere in una casa famiglia, ma lei non ha mai voluto saperne. Non ha intenzione di andare via dal paese dov’è nata, nonostante i maltrattamenti subiti e un futuro incerto. “Mi trattava male, mi ha anche ustionato un seno con il caffè bollente. Si divertiva a farmi sentire debole – racconta Milena -. Per anni ho dovuto subire sia le sue angherie fisiche e psicologiche. È stata una sofferenza atroce”.

Grazie all’intervento di Occhi Randagi pare che adesso Milena abbia la speranza di avere un po’ di sollievo. Dopo l’annuncio pubblicato su facebook, con cui i volontari invitavano alla mobilitazione i cittadini nojani, invocando l’intervento istituzionale, l’amministrazione comunale ha deciso di stringere i tempi.

I nojani hanno inviato generi di prima necessità, mentre il Comune, stando a quanto ci ha raccontato la stessa Milena, le ha promesso un intervento per riqualificare l’abitazione, restituendole un po’ di dignità. I cani, invece, per tanto tempo unici compagni di vita, saranno trasferiti in un ricovero. Se così fosse Milena potrebbe tornare a vivere in un luogo pulito, ma il terrore di ripiombare nell’incubo non va via.

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