L'ospedale San Paolo di Bari.

Parolacce, pesanti minacce e un monitor scaraventato a terra. La lunga attesa nel pronto soccorso riscalda gli animi di chi, seppure con un codice verde, magari dato giusto per non lasciare la casella colorata di bianco, pretende di essere visitato nel minor tempo possibile. L’ultima aggressione si è consumata ieri sera al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Bari.

Da quanto siamo riusciti ad apprendere, un uomo ha perso la pazienza e ha aggredito verbalmente uno dei medici presenti. Dopo le minacce, l’accompagnatore, ha scaraventato a terra il monitor del computer, continuando a imprecare e urlare.

Il personale del San Paolo ha chiesto l’intervento dei Carabinieri, che hanno raccolto la denuncia della vittima. “Il più delle volte – racconta un medico del San Paolo – queste aggressioni sono consumate da gente alla quale, anche per il basso livello culturale, non è neppure pensabile di spiegare come i tempi di attesa di un pronto soccorso siano dettati dalle urgenze. Pensano di entrare e fare quello che vogliono, ma si sbagliano. Se a questo aggiungete l’uso improprio che si fa dello stesso pronto soccorso o del 118 è facile immaginare il disastro quotidiano in cui viviamo. Una vita di trincea alla quale non sono in tanti a interessarsi”.

“Non sono del tutto convinto che la situazione possa essere risolta senza un intervento radicale, anche sotto il profilo informativo – spiega il medico -. È vero, fuori dagli ospedali, anche dal nostro, ci sono le guardie giurate che ci aiutano non poco in casi come questo. In alcuni casi, però, la presenza di Forze dell’Ordine, carabinieri o poliziotti che siano, potrebbe essere un deterrente più efficace”. Solo ieri, in seguito all’ennesimo intervento improprio del 118, avevamo parlato del delirio quotidiano nei pronto soccorso baresi.

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