Ieri una macchia scura e per niente invitante, oggi addirittura una roba fluorescente che ricorda molto le acque intorno alla centrale nucleare di Springfield, dove vivono i Simpson. Non c’è pace per il lungomare barese, croce e delizia di una città che ha saputo distruggere negli anni il rapporto con una delle sue risorse più importanti. Delle chiare, fresche e dolci acque, non c’è traccia, né dell’agognata acqua azzurra, acqua chiara.

La segnalazione, dopo quella dei primi di gennaio, ancora una volta è arrivata dal Comitato per la Salvaguardia della zona Umbertina, molto attivo da un po’ tempo a questo parte, che già parecchi grattacapo ha provocato all’amministrazione con la questione sempre verde della movida incontrollata e incontrollabile.

Le immagini diffuse dal comitato non hanno lasciato presagire nulla di buono, e dopo i due giorni di sversamenti putridi, questa mattina c’è stato il sopralluogo della Guardia Costiera. Stando alle indiscrezioni raccolte, nel tratto di mare antistante ciò che resta del fu Teatro Kursaal, dalle verifiche effettuate anche con la diclorofluorescina, un sostanza fluorescente, appunto, è venuto fuori che si tratterebbe di scarichi di fango non autorizzati prevenienti dal cantiere dell’ex teatro.

Anzi che essere  smaltiti come rifiuti speciali, quali effettivamente sono, venivano immessi nella condotta delle acque bianche e da lì, purtroppo, in mare. Al sopralluogo hanno preso parte i tecnici responsabili della Regione, stazione appaltante del rifacimento del Kursaal, e della Cobar, azienda di Altamura che ha preso l’appalto. Nei prossimi giorni si conosceranno i risultati delle analisi sui campioni raccolti.

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