Assolto per non aver commesso il fatto. Il Tribunale di Bari ha posto fine all’incubo dell’albanese Artan Karaj durato otto lunghi anni. Assistito dall’avvocato Nicola Lerario, Karaj era accusato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, per lui il PM aveva chiesto la condanna ad 15 anni di reclusione. L’avvocato sta valutando la possibilità di chiedere un risarcimento allo Stato per l’ingiusta detenzione del suo assistito.

A settembre del 2011, il nome dell’allora 36enne Artan Karaj è finito tra quello dei 20 arrestati dalla Guardia di Finanza nell’operazione “The Butchers”, mentre altre 19 erano indagate in stato di libertà. Tutti erano accusati di far parte di un’organizzazione criminale italo-albanese dedita al traffico internazionale di sostanze stufefacenti.

Secondo le indagini, il gruppo agiva in Puglia, Basilicata, Lazio, Emilia Romagna e Toscana, ma aveva la sua base operativa a Toritto (Bari), zona controllata dal narcotrafficante barese Cosimo Zonno, di 68 anni, tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi.Tra le varie cose, venne sequestrata una tonnellata di droga proveniente da Spagna, Olanda e Albania, oltre a due Salumerie a Toritto e una macelleria a Grumo, ritenute basi operative dell’organizzazione e riconducibili a Nicola Zonno, il presunto capo dell’organizzazione, da cui il nome data all’operazione.

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