Il crollo delle luminarie è solo l’ultimo fatto di cronaca della peggiore festa di San Trifone degli ultimi anni. E non parliamo della devozione al patrono o alla voglia di rendergli onore – mai in discussione -, ma dei profili legati alla sicurezza. Il video allegato a questo pezzo immortala solo gli ultimissimi minuti di una delle tante assurdità accadute durante la dis-organizzata festa patronale di Adelfia. L’ambulanza passa attraverso i new jersey e si fa largo tra la folla, l’auto della guardia medica che arriva in direzione opposta, alcuni gazebo e l’ambulanza in sosta fuori dal Punto Medico Avanzato allestito per l’occasione. Nel frattempo da quegli stessi new jersey transitano una dozzina di auto nei due sensi di marcia.

La chiamata della centrale del 118 giunge in postazione alle 19.17. A chiedere aiuto una signora residente in una delle vie nel mezzo della festa. La centrale decide di mandare un mezzo esterno e non uno di quelli impiegati per l’occasione. L’equipaggio parte alla volta dell’abitazione tre minuti dopo, alle 19.20.

Giunti ad Adelfia, però, l’autista-soccorritore si ferma davanti alle barriere di cemento, aspettando di sapere il da farsi. La stessa ambulanza, infatti, la mattina della domenica era stata inviata ad Adelfia per un altro soccorso, salvo poi fare retromarcia a causa della folla eccessiva.

L’attesa al di là dei new jersey dura 50 minuti, tempo durante il quale il territorio di competenza di quell’ambulanza del 118 è sguarnito del presidio sanitario. Il mezzo di soccorso giunge a casa del paziente alle 20.15, e alle 20.43 riparte in direzione dell’ospedale. Per fortuna è un codice verde. In caso contrario staremmo a raccontare un’altra storia, ma San Trifone ha voluto ancora una volta bene agli organizzatori.

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