L’uomo, un infermiere dell’ospedale Di Venere fuori servizio, è stato soccorso dai sanitari del Punto medico avanzato allestito in occasione della festa di San Trifone, ad Adelfia. L’infermiere aveva rimediato una profonda ferita alla fronte.

Il paziente ha dichiarato di essere stato aggredito e rapinato “dai due soliti personaggi”, facendo ad alcuni astanti nome e cognome dei presunti rapinatori, colpevoli di avergli strappato il borsello. Nonostante il parere del medico, l’infermiere ferito ha rifiutato il trasporto in ospedale che, quasi certamente, sarebbe stato quello dove presta servizio. L’uomo era accompagnato da due parenti. Sul posto è stato richiesto l’intervento dei carabinieri e si sono portati anche gli addetti della società privata incaricata di provvedere alla sicurezza nei giorni della festa.

L’infermiere fuori servizio non aveva solo la ferita alla testa, ma un evidente stato di ebrezza e un’alitosi alcolica. L’episodio mette in discussione il racconto della presunta rapina, anche perché lo stesso infermiere è stato più volte protagonista di episodi analoghi. Recentemente con la sua ha danneggiato alcune macchine in sosta, mentre alcuni mesi fa era stato soccorso da un equipaggio del 118 fuori da un bar, sempre ad Adelfia.

L’imbarazzo tra i colleghi era evidente e in tanti si sono chiesti se l’infermiere soccorso ieri sera fuori servizio in quello stato fosse uno dei sanitari beccati ubriachi sul posto di lavoro. Uno di quelli che hanno spinto il direttore medico dell’ospedale Di Venere, Alessandro Sansonetti, a diramare la circolare che gli ha tirato addosso le ire dei sanitari dell’ospedale, quella di Opi e sindacati e che adesso rischia persino di costargli una sospensione. Questa assurda storia, venuta alla luce in modo altrettanto singolare, a quanto pare va avanti da anni senza che nessuno abbia trovato il modo per risolverla.

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