Dedicarsi per anni ad un progetto, svegliarsi un giorno e vedere il proprio lavoro che rischia di essere oscurato a causa di un colosso mondiale come Facebook. È quello che è successo ad un team composto di 7 persone, tra cui lucani e pugliesi di Bari, Gravina, Gioia e Acquaviva, che nel 2014 ha aperto gratuitamente il portale “www.prevenire.org”.

Di cosa stiamo parlando? L’idea nasce cinque anni fa con l’obiettivo di parlare di un tema delicato come quello della prevenzione medica e informare quotidianamente la popolazione via SMS, dopo un confronto del database utenti, sugli esami e i controlli specifici per età e sesso, ricavabili dal codice fiscale richiesto al momento dell’iscrizione.

“Da quando ho iniziato i miei studi all’università – racconta il fondatore Ezio Baratta – ho sempre avuto il desiderio di aiutare la gente in questo campo. Io e altri siamo riusciti a mettere in piedi un servizio che serve a ricordare le visite mediche da effettuare nel corso del tempo, al raggiungimento di una determinata età. È completamente gratuito, per noi è sempre stato un hobby coltivato parallelamente al lavoro. Il portale ha un carattere puramente informativo e non si è mai voluto sostituire al medico curante”.

Facebook in questi giorni ha però lanciato negli Stati Uniti il servizio Preventive Health, grazie al quale è possibile infatti informarsi sulla prevenzione di malattie importanti, sui diversi tipi di esami e i vari check-up da fare e si può anche accedere per programmare visite e esami.

“È la copia identica del nostro lavoro – sostiene l’ideatore -. Abbiamo dato il mandato ad un legale, specializzato in cause che riguardano il mondo di Internet, e stiamo valutando se ci sono gli estremi per un contenzioso legale. Anche perché queste idee possono non essere considerate per diverso tempo, ma poi dopo molti anni possono attirare attenzione di importanti aziende. Si sta così bloccando questa possibilità ma la cosa che voglio mettere in risalto è che un gigante mondiale come può essere Facebook, su determinanti argomenti delicati, sia arrivato anni e anni dopo quattro ragazzi del sud Italia”. Se da Facebook desiderano intervenire sulla vicenda, noi siamo a disposizione.

 

 

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