Lo scontro con Salvatore in stazione al motto “Ma tu me canusce a mé“, le sue scuse e la “regolare” ripresa dell’attività di tassista abusivo sono passate alla storia di Bari e della sua incapacità di ripristinare le regole una volta per tutte. Uno spot di qua, una campagna di la.

Di tassisti abusivi, infatti, ne becchiamo ogni giorno al porto, alla stazione, su via Capruzzi. L’ultimo eroe del passaggio aumma-aumma è stato paparazzato all’aeroporto.

La storia è singolare, perché non si consuma nella classica una botta e via, ma dietro c’è tutta un’attività di amoreggiamento col cliente sotto gli occhi dei tassisti, quelli regolari costretti a pagare le tasse e a impiegare fino a mezzora alla volta per entrare e uscire dallo scalo barese.

L’uomo aveva accompagnato in aeroporto una comitiva raccolta al quartiere Carrassi di Bari. Costo del passaggio: 20 euro. Al ritorno dal loro viaggio, uno del gruppo si avvicina al tassista regolare e chiede il costo della corsa. Cinque euro in più dell’abusivo. La tariffa da e per l’aeroporto è fissa.

A quel punto, senza troppo pudore, l’uomo dice nei denti al tassista che avrebbe richiamato l’abusivo. Il gruppo lo ha aspettato e si accomodato in macchina.

Non sappiamo se l’abusivo con la Fiat Croma grigia abbia un altro lavoro, magari pubblico come quello di Salvatore, ma il fenomeno dell’abusivismo sembra essere sfuggito di mano, perché manca la benché minima alternativa per chi ha davvero bisogno.

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