Ieri sera un detenuto di colore in preda a un raptus ha aggredito due agenti della Polizia Penitenziaria. A denunciare l’accaduto è Carmine Olanda, segretario generale del Si.P.Pe. (Sindacato Polizia Penitenziaria). “I casi di aggressione verso gli operatori penitenziari – denuncia Olanda – sono sempre più frequenti. Occorre che le Istituzioni, anziché preoccuparsi del numero identificativo sul casco e sulla divisa dei poliziotti, introducano il reato di tortura per chi maltratta o aggredisce un poliziotto”.

“Il detenuto di colore – secondo quanto denunciato – senza una motivazione valida e con prepotenza ha aggredito due agenti di polizia penitenziaria, tanto da essere portati con urgenza al pronto soccorso del Policlinico di Bari”. Entrambi gli agenti hanno subito gravi lesioni. Un dei due ha ricevuto una testata al sopracciglio destro, riportando un trauma cranico. Il poliziotto penitenziario è rimasto in osservazione nella sala rossa, mentre il collega ha subito un morso alla pancia, con cui gli è stata staccata la pelle. Per entrambi un prognosi di trenta giorni, mentre il detenuto è rimasto illeso.

“Sicuramente il detenuto di colore non gradisce il rispetto delle regole – conclude Olanda – . Oltre al danno si aggiunge la beffa, il detenuto dopo avere aggredito con ferocia gli agenti si è barricato nella propria cella minacciando chiunque gli si facesse incontro. Il fatto in sé. oltre ai dati allarmanti delle aggressioni in continua crescita devono fare riflettere il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che non può continuare a limitarsi solo a fare il suo tradizionale sorrisino. Alle parole devono seguire i fatti, al fine di garantire agli agenti di Polizia Penitenziari più tutela e di conseguenza più autorità, cosa che oggi questo governo non sta minimamente preoccupandosi di fare. Con l’occasione esprimiamo massima solidarietà ai colleghi aggrediti, augurando loro una pronta guarigione”. 

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