A Modugno i Carabinieri hanno tenuto sotto controllo un capannone nella zona industriale, durante i servizi di osservazione hanno infatti riscontrato, già alle prime ore del giorno, un andirivieni di operai di origine africana ed asiatica, arrivare a bordo di biciclette o anche a piedi, per poi andare via solo a tarda sera.

Per verificare il rispetto delle norme a tutela dei lavoratori, i militari hanno effettuato un controllo; è emerso che si trattava di una vera e propria impresa di spedizioni dove hanno trovato al lavoro 4 operai africani e 3 cinesi, dei quali 2 irregolari sul territorio nazionale, identificati mentre erano intenti a scaricare un camion di addobbi natalizi.

Titolare è risultato un cittadino cinese, ma di fatto le attività quotidiane erano dirette dal figlio, che reclutava gli operai, stabiliva i turni, distribuiva le buste paga e autorizzava le pause. Tutti i lavoratori erano occupati in condizioni di sfruttamento.

I Carabinieri hanno infatti accertato che i dipendenti lavoravano 10 ore al giorno, con paga oraria di 2,20 euro anzi che i 9 previsti dai contratti collettivi nazionali, non erano stati sottoposti alla prescritta visita medica e non avevano ricevuto alcuna formazione sui
rischi per la salute e sicurezza. Su di loro era esercitato un preciso e costante controllo, basato su un sistema di telecamere interne che riprendevano tutte le loro prestazioni.

Al termine degli accertamenti l’imprenditore ed “il caporale” sono stati deferiti con l’accusa di sfruttamento del lavoro per omessa formazione dei dipendenti sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro e mancata valutazione delle condizioni di salute in relazione all’impiego; per la violazione delle disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare; per il divieto di assunzione di lavoratori privi di permesso di soggiorno e per il divieto di uso di impianti audiovisivi per il controllo dei lavoratori. Contestualmente sono state elevate sanzioni amministrative ed ammende per quasi 41mila euro.

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