Per anni i residenti di via Ravanas hanno protestato contro il luogo di culto frequentato da decine di migranti. Lo hanno fatto non perché contrari al loro credo, ma per la musica a palla che animava le loro cerimonie e per l’occupazione selvaggia del marciapiede. Dopo numerosi interventi della forza pubblica, quel locale è stato chiuso e i migranti hanno spostato tutto in via Ettore Fieramosca.

Cambia il posto, ma non il volume della musica. Ieri pomeriggio, fin dall’apertura intorno alle 16.30, i residenti hanno iniziato nuovamente a lamentarsi della musica e dell’occupazione del marciapiede. Un uomo che abita nella vicina via Trevisani è sceso per andare a chiedere spiegazioni. Sul posto si sono formate subito due fazioni ed è quasi scoppiata la rissa. Di lì a poco sono intervenuti gli uomini della Polizia Locale e i Carabinieri.

Il locale è stato sottoposto ad alcuni accertamenti. Secondo quanto ci riferiscono le persone presenti al momento dei controlli, sarebbero stati trovati una scala pericolante e un generatore di corrente, installato perché mancherebbe il regolare allaccio dell’utenza. Il pastore nigeriano della comunità è stato poi trasportato al Comando della Polizia Locale per essere sottoposto ai controlli, seppure per il momento si disconoscono gli esiti.

Non si capisce per quale ragione, nonostante sia principalmente quello il problema lamentato dai vicini, la musica non possa essere sparata a decibel accettabili. Ciò che appare evidente, fin dal primo giorno di apertura, è che sarà una convivenza complicata.

 

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