A febbraio scorso l’attentato incendiario ai danni dell’auto. Lunedì scorso, alle 8:30, invece,  la spedizione punitiva mentre lavorava in aperta campagna, costata la frattura del naso e di tre costole. Almeno stando al contenuto della denuncia.

Protagonista dei fatti, regolarmente esposti ai Carabinieri della stazione di Terlizzi, è un dipendente dell’Arif, l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali. La prima è una denuncia contro ignoti, mentre la seconda contiene i nomi dei presunti aggressori, che il dipendente individua tra gli altri in alcuni colleghi imparentati fra loro.

Non ci sono testimoni e per questo si procede con molta cautela, ma fosse accertato si tratterebbe di un episodio gravissimo. La vittima delle aggressioni, infatti, aveva denunciato ai vertici dell’Arif due dei colleghi a suo dire presenti il giorno del pestaggio, come persone sul cui capo pendeva un conflitto di interessi tra l’attività di dipendenti pubblici e quella di persone alle quali poteva ricondursi la proprietà di alcune campagne.

In sostanza, il comprensorio di competenza dei due soggetti sarebbe lo stesso territorio su cui insistono le proprie terre. Fatto anche questo segnalato ai vertici dell’Arif.

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