I Carabinieri sono stati allertati da una telefonata e a quanto pare – seppure non ci sono ancora conferme ufficiali – i protagonisti dell’ultimo bislacco tentativo di arraffare soldi, sarebbero gli stessi balordi che hanno prima chiesto denaro e poi messo in croce il 70enne costretto a mettere catene e lucchetti all’auto.

Ieri, un uomo di circa 60 anni tornava a casa quando, tra viale Europa e piazzale Scorese, a Palo del Colle, ha incrociato un ragazzo appoggiato a una bacheca per le pubbliche affissioni. Il ragazzo, corporatura media, capelli castani, alto circa 1,70 metri, con gli occhiali e indosso una bermuda di jeans e una maglietta blu, ha fermato il passante.

“Ciao, non ti ricordi di me? – gli ha detto -. Cinque anni fa siamo venuti io e mio padre a pittare a casa tua”. L’anziano, che inizialmente gli stava dando corda, ha proseguito oltre, ma il ragazzo gli ha chiesto 20 euro per pagare il carro attrezzi che stava arrivando da Barletta. Evidentemente una scusa per mettere in tasca pochi spiccioli.

Il rifiuto non ha spiazzato il balordo, che ha invitato l’uomo a recarsi ad un vicino sportello bancomat per ritirare la somma di cui era sprovvisto in quel momento. Il raggiro non andato a buon fine ha convinto il “genio del male” a dileguarsi, raggiungendo – coincidenza più unica che rara – un posto situato proprio nelle vicinanze dell’abitazione dell’anziano con le catene all’auto, vessato in tutti i modi da alcune settimane. Lo stesso che ha messo una taglia di 3mila euro nel tentativo di riuscire a incastrare chi gli sta rendendo la vita difficile.

In compagnia del furfantello c’era un compagno di merende: un ragazzo biondino e riccioluto, con un solo orecchino pendente. Chissà quale altro espediente inventeranno pur di riuscire a racimolare qualche soldo facile, seppure dopo l’ultimo fallimentare tentativo tanto facile non è. Acquietato dopo il clamore mediatico, non ce ne voglia nessuno, ma il re della truffa delle venti euro resta il “nostro” finto avvocato penalista.

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