Torniamo a parlare del difficile trasporto di pazienti “grandi obesi, i così detti bariatrici, che per loro natura necessitano di barelle speciali. Come abbiamo avuto purtroppo modo di scrivere più volte in passato, al contrario di quanto si possa pensare, non tutte le ambulanze del 118 ne sono provviste, anzi, col risultato che quando la persona da soccorrere è gravemente sovrappeso, l’intervento d’urgenza richiede molto più tempo dello stretto necessario.

Succede infatti che, una volta arrivato sul posto, l’equipaggio, non per colpa propria, debba attendere l’arrivo della speciale barella, non sempre immediatamente disponibile, col dispendio di tempo prezioso. Su questa grave carenza organizzativa si è già espresso anche l’Opi, Ordine delle Professioni Infermieristiche, ma per ora il problema resta, come dimostra quanto accaduto ieri a Corato.

Un equipaggio del 118 è infatti dovuto intervenire in via Respighi; una volta sul posto, i sanitari si sono resi conto che per il paziente era necessario il trasporto in ospedale, ma la cosa si è rivelata molto più complicata del previsto. La persona in questione, infatti, pesava 190 chili, e con la barella in dotazione all’ambulanza, non era assolutamente possibile provvedere.

Mentre in supporto ai colleghi della postazione di Ruvo è stata inviata una squadra da Corato, chiamata poi revocata, la prima barella bariatrica disponibile è stata individuata a Triggiano, a bordo di una delle due ambulanze della Asl appositamente allestite. Risultato, due equipaggi del 118 interessati per un solo intervento, con la prima squadra rimasta “immobilizzata” quasi due ore.

Per la cronaca, tutto si è concluso col paziente trasportato all’ospedale di Andria sul mezzo arrivato da Triggiano, a bordo del quale è salito il medico dell’equipe di Ruvo. Per fortuna si è trattato di uno stato confusionale, ma non sempre può andare così bene. La fortuna certe volte gira le spalle.

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