“Al momento non ci sono barelle disponibili, dovete aspettare che se ne liberi una”. Non sarà fedele alla lettera, ma il succo del discorso tra operatore del 118 e medico in servizio al pronto soccorso del don Tonino Bello di Molfetta è stato più o meno questo.

Puntuale come un orologio svizzero, ogni qual volta che in un ospedale si verifica un accesso numeroso e contemporaneo di pazienti, gli equipaggi del servizio di emergenza-urgenza restano bloccati, col grave rischio di doversene stare con le mani in mano mentre, da un’altra parte, ci potrebbe essere bisogno di loro per salvare una vita.

Del problema abbiamo scritto diverse volte in passato, stavolta le squadre rimaste a braccia conserte sono state addirittura due, una che ha dovuto attendere circa un’ora prima di poter sbarellare il paziente, e l’altra che nel momento in cui scriviamo sta aspettando da mezzora di potersene andare.

In attesa di poter essere visitati ci sono suppergiù 15 persone, se sono tante o poche lasciamo giudicare a chi è del settore, il punto è sempre quello: fino a quando il personale del 118 non potrà semplicemente arrivare, lasciare il paziente e andare via, ci sarà sempre qualcuno potenzialmente in pericolo. Secondo noi, una vita vale più di una barella.

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