I blitz contro i piattini col crudo di mare N’ dèrre a la lanze hanno una ragione specifica:  decine di croceristi hanno dovuto passare un brutto quarto d’ora nel bagno delle loro cabine una volta rientrati sulla nave di ritorno dall’escursione barese.

Le doglianze della compagnia sommersa di reclami, ha costretto la Guardia Costiera a intervenire. Sì, la Guardia Costiera e non la Polizia Locale, contro cui si sono scatenate le ire dei pescatori regolari e di quelli abusivi.

Occhio a non generalizzare però. Il venditore incriminato è uno solo, ma in questi casi si sa: “Per colpa di qualcuno non si fa più credito a nessuno”. L’intossicazione è costata dunque cara tanto ai pescatori, nei confronti dei quali è stato spesso chiuso un occhio, ma anche alla Polizia Locale, diventata capro espiatorio dell’improvviso accanimento nei confronti di chi si barcamena tutti i giorni per portare il pane a casa “perché tiene famiglia”.

Senza una soluzione realmente condivisa e rapita, oltre che senza controlli efficaci, difficilmente si potrà aiutare chi vende, tutelando al tempo stesso la salute dei consumatori.

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