Simona ha 49 anni, raggiunge il “boschetto dell’eroina” dal quartiere San Paolo. Sono da poco passate le 11 e stiamo testando l’efficacia della vigilanza sui treni delle Ferrovie Sud Est, trasformati in dormitorio degli orrori da senzatetto e tossici. Simona assicura che non si fa ormai da anni e non ha problemi a dirlo davanti alla telecamera.

“Stanno facendo bene a chiudere i treni – spiega ribadendo la sua ritrovata lucidità – so chi li frequentava, sono ragazzi italiani e stranieri che non contano niente”. Il nostro tentativo è proprio quello di far accendere i riflettori su chi non conta niente.

“Ho conosciuto quella merda – aggiunge Simona riferendosi all’eroina – grazie al mio ex compagno. Ero una donna con molti impegni, facevo anche la soccorritrice. A piazza Umberto hanno fatto bene a mettere i controlli, ma i militari quando ho fatto notare che il parcheggiatore abusivo e un suo amico andavano a bucarsi nelle aiuole, davanti ai bambini, ma nessuno è intervenuto”.

L’invito a chi pensa che l’unica soluzione ai propri guai sia la droga, peggio se l’eroina, è determinato. “Non drogatevi e se proprio avete deciso di rovinarvi, non fatelo in luoghi pubblici – tuona Simona – non date soldi a quei pezzi di merda, perché c’è tanta merda in giro e si muore soltanto”.

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