“Con lei non parlo”, dice al telefono Giovanni Polignano, responsabile degli operai della società che gestisce il cimitero di Mola di Bari. Il suo numero è ben visibile sulla porta della stanza del custode del cimitero. Il 21 maggio scorso vi avevamo raccontato di come la Guardia di Finanza fosse andata presso la sede del Comune per raccogliere documentazione. Un ex marmista, autorizzato ad entrare nel camposanto per realizzare la lapide a un familiare, aveva avuto un battibecco con il responsabile. La classica goccia che fece traboccare il suo vaso.

L’uomo aveva presentato un esposto alla Guardia di Finanza, raccontando una serie di presunti abusi che da tempo sarebbero stati messi in pratica all’interno del cimitero di Mola. Il sindaco, Giuseppe Colonna, informato della questione, ha annunciato di voler effettuare approfondimenti ed eventualmente di non rinnovare gli effetti della clausola sociale nel caso in cui nei confronti del responsabile dovessero emergere fatti rilevanti.

A giorni, lo ricordiamo, scade l’appalto per la gestione del cimitero e l’amministrazione comunale sta preparando la nuova gara. Secondo alcune indiscrezioni, a gestire in loco il cimitero tornerebbe un dipendente comunale. Il segno che evidentemente qualcosa non è andata per il verso giusto affidando l’intero pacchetto dei servizi all’esterno. Il verso che sta approfondendo la Guardia di Finanza è quello contabile di alcune operazioni, cercando di capire quali siano effettivamente i rapporti tra il responsabile del cimitero e l’azienda che effettua lavori marmorei e comunque attinenti al settore intestata alla sua compagna. I due vivono nella casa che risulta dappertutto anche come sede dell’azienda “Eterna”.

Siamo andanti sul posto per chiedere spiegazioni, ma la tensione era palpabile e nessuno aveva voglia di parlare con noi. Non ha parlato il marmista che ha presentato l’esposto e neppure quello con l’azienda a due passi dal camposanto, che in passato ha avuto screzi con Giovanni Polignano. Non hanno parlato neppure i due dipendenti agli ordini di Polignano che, stando a quanto viene denunciato, avrebbero effettuato lavori per conto dell’azienda della compagna del responsabile del cimitero.

“I defunti e i loro parenti devono essere trattati con rispetto”, dice il Sindaco di Mola. Siamo d’accordo con lui, è per questo che in paese molti auspicano che lo stesso ente pubblico e la Guardia di Finanza completino quanto prima i loro accertamenti. Ci ha colpito vedere uno dei dipendenti della società che gestisce il cimitero, ritornare al lavoro a bordo di un’auto riconducibile allo stesso responsabile del cimitero e non all’azienda appaltatrice. Così come pare, sempre secondo quanto viene denunciato, che l’auto sosti spesso dove non può mentre si svolgono lavori di non meglio precisata fattura. Chi li effettua? E con quali autorizzazioni?

Le domande a cui dare risposte sono tante. Prima o poi qualcuno dovrà darle A Giovanni Polignano, al contrario di quanto sostiene pubblicamente, ribadiamo che la sospensione combinata ad Antonio Loconte dal Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti non attiene al pezzo già pubblicato sulle presunte irregolarità all’interno del cimitero di Mola. Siamo stati invitati a lasciare il cimitero per evitare che ci fosse rotta una zappa in testa. Non temiamo, perché tutti dobbiamo morire, in un modo o nell’altro. A chiunque voglia chiarire e precisare lasciamo come sempre spazio per farlo. Non abbiamo pregiudizi, vorremmo solo che sulla faccenda qualcuno faccia la doverosa chiarezza.

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