Il nostro articolo, letto ma soprattutto condiviso in tutto il territorio barese, non è passato inosservato. Il mondo agricolo è in subbuglio, perché abbiamo toccato un tasto più che dolente: gli affari in nero portati avanti da traffichini a volte senza scrupoli.

Le stazioni di servizio di Adelfia, Casamassima, Rutigliano, Turi, Noicattaro e Conversano, tanto per citare alcuno dei paesi dell’uva, sono molto meno frequentate e gli affari adesso si fanno senza dare troppo nell’occhio.  Se non altro siamo per ora riusciti a dimostrare che si tratta di compravendite illegali, al di fuori di ogni controllo fiscale e rispettoso delle leggi a tutela dei consumatori. Diversamente non ci sarebbe stata questa reazione e la sparizione di certi personaggi dai radar.

Il fuggi fuggi generale a cui abbiamo assistito è stato anche social. L’articolo è stato molto letto, condiviso, ma poco commentato nei gruppi facebook dei paesi in cui l’uva, anche quella “pompata”, è uno dei fiori all’occhiello. Il segno evidente di quanto non ci si voglia compromettere troppo, provocando le reazioni di chi finora ha sguazzato nel marcio.

Com’è facile immaginare, l’articolo è stato “intercettato” anche dalle Forze dell’Ordine e non è detto che sulla questione non venga presto acceso il riflettore rimasto per troppo tempo spento, permettendo a cialtroni ed abusivi di fare il bello e il cattivo tempo nel mercato dell’uva, inquinandolo più di quanto purtroppo non facciano molti fitofarmaci. Gente che incassa a nero, ma non paga neppure i fornitori, causando buchi notevoli ai commercianti del settore agricolo. Ma questo è un argomento di cui parleremo compiutamente, così come nel dettaglio parleremo di altri inquietanti aspetti del mercato dell’uva.

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