Da ombrellina del MotoGP a ladra. La 36enne barese Diana Monno è stata arrestata a giugno scorso assieme al suo fidanzato, Pietro Lafabiana, per furti in residence, ricettazione ed estorsione. Entrambi sono finiti nel carcere di Forlì come riferito da numerosi organi di stampa locale. Da tempo la donna lavorava in un bar all’uscita del casello della A14. Grazie alle sue forme sarebbe riuscita ad abbindolare i clienti.

Secondo i Carabinieri di Riccione i colpi avrebbero fruttato alla coppia circa 120mila euro. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata firmata dal gip Benedetta Vitolo su richiesta del sostituto procuratore, Davide Ercolani, che coordina l’inchiesta. Ai domiciliari anche il fratello di lui, mentre ha l’obbligo di firma per ricettazione di un orologio Rolex, un 53enne di Fano.

Le indagini , da quanto si legge, sono partite circa un anno fa dopo l’incendio al locale “Bobo” gestito da Lafabiana. I carabinieri erano arrivati sulle tracce della coppia pugliese (difesa dagli avvocati Luca Greco e Stefano Caroli e Giuliano Renzi), ma nessuna responsabilità era emersa a carico dell’ex gestore e della sua compagna che da tempo vivevano in un residence di Riccione. Seppur estranei all’incendio, erano però emersi, durante le intercettazioni, altri elementi a loro carico: si erano specializzati in furti seriali.

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