Non può vedere la moglie e aggredisce due agenti di Polizia Penitenziaria. Il detenuto è andato in escandescenza nel tribunale di Bari durante la sua udienza. Sapendo che la moglie era fuori, ha chiesto ripetutamente di vederla. Alla donna però era stato vietato l’ingresso perché in abiti succinti. Non essendo stato soddisfatto, il detenuto ha incominciato ad urlare e a strattonare gli agenti di scorta. L’ udienza è stata interrotta e la donna allontanata dal Tribunale a causa del comportamento anomalo del marito.

A darne notizia è il Sindacato Si.P.Pe. (Sindacato di Polizia Penitenziaria) che da anni denuncia le criticità del penitenziario e del N.T.P. di Bari. “Non si conoscono di preciso quali sono state le cause che hanno scatenato le furie del detenuto, comunque qualsiasi cosa possa essere accaduto non si può tollerare in nessun modo un comportamento così aggressivo e gratuito”.

Per i due Agenti di scorta sono stati necessari le cure del Ponto Soccorso del Policlinico di Bari, dove sono stati refertati con una prognosi di 10 giorni per lesioni e varie contusioni sparse su tutto il corpo. Fortunatamente i due Agenti sono stai dimessi senza riportare gravissime conseguenze di salute.

Il Si.P.Pe. da sempre denuncia le difficili condizioni di lavoro che coinvolgono tutto il Personale negli Istituti Penitenziari, in particolare le aggressioni che in questi ultimi tempi stanno aumentando sempre di più. “Auspichiamo che il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede garantisca agli agenti di Polizia Penitenziari più tutela e di conseguenza più Autorità d’intervento. Esprimiamo massima solidarietà ai due agenti coinvolti in questa incresciosa vicenda e a tutto il personale di Polizia Penitenziaria – conclude il sindacato – che ogni giorno si trova vittima di ingiustizie e di aggressioni”.

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