“Mi hanno lasciato a terra sanguinante come un animale”. Raza Ahmed, pakistano di 32 anni, è il fattorino di Glovo pestato da un gruppo di ragazzini del quartiere Sn Paolo. Probabilmente gli stessi tra i quali ieri la Polizia ha arrestato un 18enne.

Ha iniziato a lavorare come rider per l’azienda a settembre 2018, e dopo essere tornato dal Pakistan ha ripreso lavorare per Glovo da gennaio 2019. “Non mi era mai capitata una cosa del genere – racconta Raza -. Pensavo che queste cose potessero succedere solo nel mio paese, ma dopo quella di sera di maggio ho capito a mie spese che anche qui ci sono persone malvagie che non rispettano il lavoro altrui”.

Un lavoro che non porta molto guadagno, ma che riesce a far vivere Raza dignitosamente nel paese che lo accolto sei anni fa. “I miei colleghi – afferma – mi avevano detto di non fare consegne al San Paolo. Credevo mi stessero prendendo in giro e che lo facevano per togliermi i lavoro, ma a miei spese ho capito che dicevano il vero”.

“Il 28 maggio mi sono recato in via Candura per una consegna. Ero fermo al civico indicato nell’ordine – continua – quando a un certo punto un gruppo di ragazzi, tra i 18 e i 20 anni, mi ha intimato di consegnarlo a loro. La regola che tutti i rider devono seguire è che, in caso di pagamento alla consegna, prima dobbiamo riscuotere i soldi e poi dare il pacco. Così ho fatto, ma uno dei ragazzi che si era avvicinato mi ha tirato una pietra e da lì è iniziata la tortura”.

“La strada era buia e penso fosse un gruppo di 6 o 7 ragazzi. Hanno iniziato a picchiarmi selvaggiamente. In quel momento non capivo nulla, ero lì a terra con il sangue che mi colava sul viso e sentivo solo i calci e pugni. Mi hanno lasciato per terra come un animale – racconta ancora pieno di rabbia Raza -. Mentre mi picchiavano mi hanno rubato dalla tasca dei pantaloni l’incasso della giornata, pari a 430 euro”.

Raza ha raccolto tutte le forze per rialzarsi e recuperare il suo motorino senza il quale non potrebbe lavorare. “Mi sono avvicinato al semaforo e lì una macchina si è fermata e mi ha prestato soccorso”. Sul posto sono arrivati immediatamente gli agenti di Polizia e gli operatori del 118. Il 32enne se l’è cavata con un naso rotto e contusioni a mandibola, gomito e ginocchio.

“Ho presentato la denuncia e il referto medico a Glovo. Dopo i 15 giorni di malattia, sono tornato a lavorare e qui ho ricevuto una bella sorpresa. Dopo che nessuno dell’azienda mi ha contattato per sapere come stessi, hanno iniziato a scalare dal mio stipendio i 430 euro che mi avevano rubato quel giorno. Non ero lì per fare una passeggiata, ero a lavoro e non è colpa mia se quei malviventi mi hanno derubato. Questo lavoro – conclude il 32enne – mi serve e quindi ho preferito perdere questi soldi piuttosto che l’impiego, ma non credo sia giusto”.

Adesso Raza ha la consapevolezza che in un mondo come questo, dove ci sono persone che non rispettano il lavoro degli altri, non può fidarsi di nessuno. “Ora giro solo con il minimo indispensabile per dare il resto”.

L’azienda dopo l’accaduto ha deciso di non far effettuare consegne nel quartiere San Paolo. Il caso di Raza non è il solo, altri glovers sono stati picchiati nel rione popolare.

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