Milioni di passeggeri in transito ogni anno, ma l’assistenza a chi resta appiedato fornita dall’Aeroporto di Bari è a dir poco scadente. Ne sanno qualcosa i passeggeri del volo Air Dolomiti delle 18.05 per Monaco di Baviera, partito lunedì scorso con un’ora e 35 minuti di ritardo.

“Ho viaggiato in lungo e in largo per tutto il mondo – dice un imprenditore tedesco con famiglia al seguito – ma una cosa simile non non mi era mai capitata”. Ad avere la peggio è stata però una famiglia di quattro persone, con due bimbi di 2 e 6 anni, rimasta in balia degli eventi e della imbarazzante gestione di quanto accaduto da parte dello scalo barese.

Ma veniamo al racconto. Un nubifragio allaga l’aeroporto di Monaco. Voli cancellati e ritardi, anche per il collegamento da Bari. La famiglia è diretta a Bilbao, con scalo proprio a Monaco. I quattro arrivano in aeroporto alle 15.30. Già verso le 16.05, la hostess al banco 16 spiega la situazione e annuncia il clamoroso ritardo, più pesante dei 30 minuti riportati sul display.

Di concerto, non potendo prendere in ogni caso il volo delle 21.15 da Monaco per Bilbao, si decide di riproteggere la famiglia sul primo volo utile il giorno seguente e ospitarla in albergo. La hostess propone uno tra Nicolaus, Parco dei Principi, Victoria Park e La Baia. Si aspetta però di sapere in quale di questi, i quattro – lo ricordiamo con due bambini al seguito – debbano passare la notte.

Passa il tempo. Alle 19 la pazienza comincia a scarseggiare e il capofamiglia chiede spiegazioni. “Stiamo provvedendo ci scusi”, continuano a ripetere tre hostess e un supervisore. I bambini sono impazienti, urlano e piangono. Intanto passa un’altra ora. La manfrina è sempre la stessa. Al banco fino a quel momento insieme alla famiglia c’è solo un giovane di Molfetta che lavora a Singapore.

Gli animi si surriscaldano, anche perché il personale di terra di Aeroporti di Puglia continua a tergiversare. Alla famiglia non viene offerta neppure una bottiglietta d’acqua, acquista per necessità da un bar dell’aeroporto a un costo di 2.55 euro, praticamente quanto valgono due balle da 2 litri. Nel frattempo al banco si portano anche tutti gli altri passeggeri di quel volo rimasti a terra. A bordo, infatti, sono state fatte salire solo le persone dirette a Monaco e non quelle in transito. La ressa aumenta e la famiglia viene inghiottita nella calca. Il problema, a quanto pare, è che bisogna mettere tutti nello stesso albergo per risparmiare col pacchetto.

Il capofamiglia parla col supervisore e pretende di sapere il nome dell’hotel, che avrebbe raggiunto pagando a sue spese un taxi invece di aspettare il pullman messo a disposizione.

Nel frattempo una hostess porta tutti al banco delle informazioni, molti passeggeri non se ne accorgono neppure. L’hostess imbarazzata si nasconde all’interno, lasciando spazio alla collega.

Dopo un po’ di tensione e con i bambini ormai esausti, viene comunicato il nome dell’hotel. È il Barion, a Torre a Mare. Il problema è che non si riesce a trovare un albergo che abbia una camera per ospitare una famiglia di quattro persone. Basterebbe una matrimoniale con letto aggiuntivo. L’operatore aeroportuale propone persino di separare la famiglia in due camere doppie.

La soluzione definitiva arriva alle 21. I passeggeri vengono fatti salire su un pullman diretto all’hotel Una Regina di Noicattaro, costretti a posizionare le valigie nel mezzo passando tra le varie macchine posteggiate in minchia parking. Nel frangente la tensione è salita alle stelle tra l’autista del bus e gli automobilisti che nonostante fossero in tordo chiedevano insistentemente di essere liberati. Dopo mezz’ora la famiglia e tutti gli altri arrivano in hotel, ma senza neppure sapere l’orario del transfer per l’aeroporto il mattino seguente. L’informazione arriverà dalla reception alle 7 del mattino seguente. Intanto si sono fatte le 22. In hotel ovviamente altra coda per il check-in. La famiglia aspetta altri 2O minuti.

L’orologio segna le 22.30. I bambini crollano, perché Aeroporti di Puglia non ha pensato neppure di offrire un vaucer per la cena in considerazione della vergognosa gestione dell’emergenza.

Ma facciamo un passo indietro. A completare la giornata nera, c’è lo smarrimento della valigia imbarcata a Bari, inviata via Dusseldorf e non a Monaco come da piano di volo. Notizia appresa dall’ufficio Lost and found dell’aeroporto di Bilbao. Il bagaglio è stato consegnato per una coincidenza a un parente della famiglia due giorni dopo.

Questo genere di episodio, non il primo abbiamo saputo raccogliendo altre testimonianze, cancella in un istante ogni annuncio e proclama.

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