L’inchiesta per voto di scambio alle ultime elezioni amministrative si allarga a macchia d’olio. Come riporta oggi il Corriere del Mezzogiorno, nel radar degli investigatori sono finiti anche presidenti di seggio, segretari e scrutatori, in particolare sono stati ascoltati quanti, prima delle votazioni, hanno rimesso l’incarico, chiamandosi fuori. Il sospetto neanche troppo velato è che abbiano ricevuto pressioni e minacce da parte di quei clan di cui si è parlato negli ultimi giorni.

Quattro le persone finora iscritte nel registro degli indagati tra i due schieramenti politici principali, 16 i fascicoli d’inchiesta aperti, diversi i pool di magistrati, coordinati dal capo della Procura, Giuseppe Volpe,  al lavoro sull’ipotesi di corruzione elettorale, numeri verosimilmente destinati a crescere. La sensazione diffusa è che questa volta non finirà tutto a tarallucci e vino.

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