Un padre condannato per aver violentato la figlia si fa vivo dopo 32 anni. Chiede all’altro figlio di poter prendere il suo posto nella casa popolare che sta per lasciare.

L’uomo, tornato a lavorare in Germania dopo la violenza accertata in sede medico legale, venne denunciato dalla moglie, nel frattempo scomprsa, che rientrando a casa trovò la bimba con le gambe aperte sul letto e il fratello più piccolo addosso.

I racconti fatti dalla bambina e gli approfondimenti successivi aprirono uno squarcio tremendo sulla condotta di quel genitore. La notizia dell’arrivo a Bitetto dell’uomo ha fatto presto il giro del paese, e come nel gioco del telefono senza fili, di bocca in bocca è arrivata alle orecchie dei residenti del palazzo incriminato.

Gli inquilini, letteralmente terrorizzati dalla presenza di numerosi minori nell’immobile, non sarebbero stati a guardare e avrebbero scritto una lettera inviata al Sindaco, ai Servizi Sociali e all’Arca, proprietaria del palazzo, per sollevare alcuni dubbi sulla legittimità dell’assegnazione di quella casa popolare. Ad alimentare la preoccupazione c’è un’altra circostanza.

Il papà condannato per pedofilia nel 1987, è stato recentemente denunciato dalla figlia primogenita e dall’avvocato di quest’ultimo. Per questo è stotto processo. Secondo quanto si è appreso, l’uomo avrebbe continuamente micacciato i due. Alla figlia, in particolare, avrebbe detto di non mettersi in mezzo tra lui e il fratello per consentirgli di entrare in possesso dell’alloggio popolare.

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