Avviato un procedimento disciplinare nei confronti di Luigi Minafra, dipendente Amtab e  segretario territoriale della Filt Cgil. Insieme ai colleghi di Faisa Cisal, Ugl Trasporti, Confail e Cildi, aveva inviato una lettera al Prefetto, al Sindaco e agli organi di stampa, nella quale venivano chieste le dimissioni del direttore generale e del presidente di Amtab per la gestione del servizio, ritenuta inadeguata, e per quella gara che ha portato all’acquisto di nuovi autobus poi rivelatisi difettosi.

Lucibello contesta al sindacalista “di aver rivolto accuse false e reso dichiarazioni lesive della reputazione dei vertici aziendali, addebitando ai medesimi i seguenti fatti, palesemente non veritieri: la scelta discrezionale, e quindi in supposta violazione di legge, da parte del direttore generale, con la complicità del presidente, di autobus non idonei mentre in realtà è stata esperita una formale procedura di gara aperta, con stringenti vincoli sia in ordine ai requisiti tecnici delle offerte, sia rispetto alle modalità di aggiudicazione, la cui valutazione era affidata a soggetti terzi, cosa a tutti nota per essere stata pubblicata anche sul sito web aziendale”.

Il clima tra i vertici aziendali e sindacati si è surriscaldato dopo l’ordine di servizio 255/2019 nel quale si è disposto l’utilizzo di mezzi privi dì aria condizionata che, a detta dei sindacali, sarebbe “in violazione di non meglio individuate norme di legge e di sicurezza – commenta Lucibello – mentre la disposizione in parola era semplicemente diretta ad impedire l’interruzione del servizio di pubblico trasporto”.

Per il direttore generale, dunque, sarebbe “strumentale e oltraggioso” aver messo in relazione l’ordine di servizio con la scelta dei mezzi di recente acquistati dall’azienda. Per Lucibello ancora più oltraggiosa l’accusa di “delirio di onnipotenza”, tanto meno in una lettera inviata a Prefetto e Sindaco. Secondo Lucibello il diritto di critica “non deve debordare in giudizi manifestamente denigratori e lesivi della dignità e reputazione dei vertici aziendali, utilizzando strumentalmente fatti non veri, così da evocare nell’indistinta opinione pubblica”. Luigi Minafra dovrà quindi fornire le sue giustificazioni in merito alla contestata violazione del codice disciplinare.

Il procedimento disciplinare ha immediatamente provocato la reazione delle organizzazioni sindacali. Con l’hashtag #contestiamocitutti, infatti, Filt Cgil, Faisa Cisal, Ugl, Confail e Cildi hanno lanciato una campagna di mobilitazione e convocato un presidio il 10 luglio in piazza Libertà: “Il frontale attacco al diritto di critica sindacale, che è pilastro della normale dialettica democratica – scrivono – è sintomo del degrado delle relazioni industriali in un’azienda che è ben lontana dall’esprimere quel valore sociale e di sviluppo di un moderno sistema di trasporto pubblico locale”.

Dalle 10 alle 20 saranno in piazza “per chiedere il cambio della dirigenza aziendale per la tutela degli utenti del servizio pubblico della nostra Città, i cittadini baresi, degli interessi pubblici ad una buona, efficiente e corretta gestione di un’Azienda a totale partecipazione pubblica, ma anche a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici che rappresentiamo”.

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