Causa a perdere contro il lavoratore. In casa Amtab non è una novità. Dopo la lettura dell’ultima sentenza sfavorevole non si capisce per quale oscura ragione l’azienda municipalizzata – pagata dunque coi soldi di tutti – non abbia voluto trovare un accordo, sapendo che il contratto collettivo del settore avrebbe spinto il processo verso la condanna.

La storia. Un autista, assunto prima con tre diversi contratti a tempo determinato, poi a tempo indeterminato, matura gli 8 anni previsti per avere un parametro superiore. Nello specifico si tratta dei 9 mesi a tempo determinato e dei 7,6 anni a tempo indeterminato, ben oltre dunque la tempistica prevista dalla contrattazione nazionale di categoria.

Nonostante l’avvocato dell’autista, Maria Antonietta Papadia, abbia tentato più volte di trovare un accordo, L’Amtab non è mai voluta scendere a patti. Il dipendente aveva partecipato a un concorso interno alla municipalizzata per cambiare mansione, ma avendo accumulato i fatidici 8 anni alla guida dell’autobus, chiedeva anche l’avanzamento del parametro, con gli annessi “privilegi” salariali e pensionistici. Detta in parole povere: una cosa dovuta.

Nessun accordo, perché i legali dell’Amtab sostenevano che il periodo dovesse essere calcolato in base alla sola assunzione a tempo indeterminato. Niente affatto, ha stabilito il giudice, che ha condannato Amtab al “consequenziale adeguamento e al pagamento delle differenze retributive spettanti nel periodo della suindicata decorrenza al 31.12.2010, nonché dei benefici economici conseguenti a decorrere dall’1.1.2011 alla data del deposito di ricorso (28.9.2016), oltre a interessi legali e rivalutazione come per legge; condanna la parte resistente alla rifusione in favore della parte ricorrente alle spese processuali, che si liquidano in complessivi 2.100,00 euro, oltre al rimborso forfettario del 15%, IVA e CPA, come per legge, da distrarsi in favore del procuratore dichiaratosi antistatario”. Amen.

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