“Non possiamo ancora entrare nella nostra casa. È una vergogna”. L’incendio in via Gregorio Ancona, partito dalla cucina di uno degli appartamenti dello stabile, fa ancora parlare. Le 12 famiglie residenti al civico 9/A nel quartiere San Pio non hanno ancora ottenuto i permessi per entrare nella loro casa.

“Ci hanno detto che dobbiamo aspettare il responso delle Forze dell’Ordine – spiega una dei proprietari – solo dopo ci diranno se lo stabile è sotto sequestro o no, a causa di alcuni rifiuti speciali presenti nell’appartamento in cui è scoppiato l’incendio, come bombole del gas e ossigeno. Gli ingegneri non possono entrare finché l’Amiu non ripulisce lo stabile, ma allo stesso tempo l’azienda non può effettuarlo perché lo stabile è privato. Viviamo nel controsenso”.

Il Comune ha cercato di aiutarli, ma le soluzioni proposte non sono state ritenute dignitose da alcuni di loro. “Ci hanno offerto una casa comunale, ma dovevamo convivere con altre persone sconosciute e usare i bagni in comune. Un’altra famiglia – spiega la signora – non ha potuto nemmeno prendere in considerazione questa scelta perché hanno un cane. Sono stati costretti a vivere in auto e come loro tantissimi altri”.

Chi ha avuto la peggio è la famiglia residente al piano superiore dell’appartamento incriminato. “La veranda è andata distrutta – spiega al signora Memoli – e oltre l’attesa per sapere se il palazzo è sotto sequestro dobbiamo anche aspettare per sapere se la casa è agibile, nonostante l’anno scorso sono stati fatti i lavori di manutenzione all’intero stabile. Oltre il danno la beffa”.

Lei e suo marito al momento sono ospitati a casa del figlio, ma non possono restarci per sempre. “Ho tre nipoti piccoli e stare in 7 in una casa non è possibile. Chiediamo che venga fatto qualcosa al più presto, non possiamo continuare a vivere così”.

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