Dichiarata illegittima la confisca dei suoli di Punta Perotti, il Comune capeggiato dall’allora sindaco Michele Emiliano, avrebbe dovuto restituire i suoli e non trasformare la zona in un parco pubblico. Per questo motivo adesso l’amministrazione dovrà pagare il risarcimento a uno dei proprietari che all’epoca subì il sequestro a seguito della vicenda dell’ecomostro, pur non avendo partecipato alla lottizzazione.

La sentenza emessa negli scorsi giorni al termine di una causa durata 13 anni è infatti importante non tanto per il valore del risarcimento, in totale si parla di oltre 43mila euro di risarcimento comprese le spese legali, quanto per il fatto che per lo stesso motivo hanno fatto causa anche le tre imprese costruttrici, da ultimo la Iema della famiglia Quistelli mettendo in ballo milioni di euro.

La confisca è stata dichiarata illegittima, ed è stata risarcita, in seguito alla sentenza della Cedu, che ha rilevato come lo Stato italiano non potesse appropriarsi dei suoli in mancanza di condanna penale dei costruttori. Infatti il Comune, secondo il giudice, non doveva né poteva mantenere il possesso delle aree di Punta Perotti, che andavano restituite ai legittimi proprietari e non destinate a uso pubblico.

I costruttori, la Sud Fondi della famiglia Matarrese, recentemente finita in concordato preventivo, della Mabar della famiglia Andidero e della Iema, sono stati risarciti nel 2012 per ordine della Cedu con 49 milioni di euro, soldi che hanno coperto ciò che è avvenuto fino alla confisca illegittima. Ora sono tornati alla carica per ottenere un risarcimento di quanto avvenuto dopo: dal mancato godimento della proprietà alle spese per avviare una lottizzazione in base a permessi che non avrebbero dovuto essere rilasciati in quanto l’area era ed è gravata da vincoli.

A questo proposito la ctu ordinata nella causa del piccolo proprietario, di un terreno di appena 1.400 metri quadrati, ha fissato un valore molto basso, pari a 175 euro al metro quadro. Questo perché, pur essendo i suoli edificabili, i vincoli del piano paesaggistico consentono di realizzate solo strutture mobili. I parametri di valutazione sono in effetti molto soggettivi, anche perché negli ultimi 10 anni sul mercato nessuno ha comprato o venduto un terreno a Punta Perotti dove c’è un parco che, per evitare ulteriori danni, dovrebbe essere smantellato e restituito ai proprietari.

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