Vulcano e Lucibello devono dimettersi. La richiesta perentoria e non trattabile arriva da Cgil, Faisa Cisal, Ugl, Con.Fail e Cildi. Le sigle sindacali sono sul piede di guerra, troppe le cose indigeste avallate dal presidente e dal direttore generale dell’Amtab. La situazione all’interno della municipalizzata per il trasporto pubblico è tesissima, lo sciopero di 24 ore attuato dai dipendenti per focalizzare l’attenzione sulla sicurezza dei lavoratori e dell’utenza nei luoghi di lavoro, sulla inefficienza dei mezzi di trasporto e sulla viabilità inidonea, ha registrato una larghissima partecipazione.

L’azienda ha riposto con l’ormai famoso ordine di servizio n.255/2019, quello con cui il direttore generale dell’Amtab, Francesco Lucibello, dispone l’impiego anche di autobus privi all’origine di aria condizionata, oltre che di quelli per cui non sia riparabile, bollato dai sindacati di cui sopra come un atto intimidatorio, provocatorio, e pericoloso per passeggeri e dipendenti tanto da chiamare in causa l’Ispettorato del Lavoro.

“Il 10 maggio scorso – scrivono Cgil, Faisa Cisal, Ugl, Con.Fail e Cildi in un comunicato congiunto durissimo, non sottoscritto da Cisl, Uil e Cisas – in presenza del rappresentante del Prefetto di Bari, il Direttore Generale ammette, per iscritto e verbalizzato, che le vetture acquistate presentano difetti, lacune e criticità notevoli che riguardano anche le parti strutturali. La procedura riguardante la scelta e l’acquisto delle nuove vetture, è stata gestita totalmente da Amtab S.p.A nella persona dell’ingegner Lucibello con l’avallo del Consiglio di Amministrazione, pertanto ogni responsabilità è da addebitare unicamente al management dell’azienda”.

“Oggi numerose vetture nuove non sono utilizzabili, per tale ragione sono state poste in servizio attivo numerose vetture vecchie con difetti ormai irreparabili che condizionano la regolarità del servizio stesso. Allo stato attuale sappiamo che le vetture nuove resteranno in servizio per diversi anni ancora e pertanto i problemi che oggi stiamo accusando, l’Amtab se li porterà a lungo, e questo – sottolineano – per colpa di un Direttore Generale che ha scelto questi mezzi e di un Presidente che, sia pure per responsabilità oggettiva, ne ha avvallato la scelta”.

“Nonostante queste gravi colpe – aggiungono – questo Direttore Generale con l’Ordine di Servizio 255/2019, vuole scaricare sui lavoratori il peso dei propri errori, senza curarsi delle conseguenze che potrebbero rinvenire a danno della sicurezza e la salute degli utenti e dei lavoratori, costretti a viaggiare e a lavorare in un ambiente assolutamente inidoneo, obbligati a sopportare un caldo che già oggi è insopportabile e che nei giorni a venire diventerà ancora più insostenibile”.

Non bastassero queste motivazioni, il comunicato punta il dito anche contro altre situazioni di cui vi abbiamo raccontato. Una in particolare: “Abbiamo appreso dai giornali dell’assunzione a tempo determinato di due unità da impiegare presso gli uffici con qualifiche facilmente riscontrabili tra il personale già in forza presso l’azienda; tale atto assume carattere di rilevanza giudiziaria in quanto queste assunzioni infrangono la legge 175/2016 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica) in cui è previsto il concorso pubblico per il reclutamento di personale e non assunzioni dirette come in questo caso; si aggiunga che da più di due anni, questi lavoratori assunti a tempo determinato, hanno prestato servizio in Amtab attraverso agenzia di somministrazione del lavoro, ma a seguito di quanto disposto dal D.lgs 87/2018, si evincono dubbi di legittimità della causale (resa obbligatoria e riscontrabile) che renderebbe necessaria e insostituibile il lavoro svolto dai due assunti”.

“Appare del tutto evidente – sostengono – che i vertici dell’azienda potrebbero aver deciso che in un modo o in un altro i due devono essere assunti in via diretta in barba ad ogni legge e pertanto il Socio Unico, inevitabilmente, è tenuto per legge ad intervenire in casi di dubbia legittimità degli atti delle proprie partecipate”.

“Alla luce di tutto quanto predetto, riteniamo che a causa del comportamento incurante e indolente della dignità della persona che sia un lavoratore o un utente, irrispettoso delle leggi dello Stato, il Sindaco di Bari, in rappresentanza della Proprietà e quale garante della sicurezza dei cittadini, insieme al Prefetto di Bari devono prendere atto dell’inadeguatezza dei vertici dell’azienda Amtab S.p.A. Pertanto – concludono – chiediamo le immediate dimissioni del Presidente e del Direttore Generale dell’Amtab S.p.A di Bari

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