A Diablo, la cagnetta adottata ormai da 17 anni dalla gente del Nuovo San Paolo, mancavano alcuni pezzi. “I cinghiali hanno fame, hanno attaccato per mangiarsela”.

Angela Cianciotta è la veterinaria che ieri notte ha tentato di strappare Diablo alla morte. “Io e i miei due colleghi siamo ancora sotto shock – dice al telefono la dottoressa – non sapevamo da dove iniziare, mancavano alcuni pezzi e le condizioni generali erano disperate tanto che non ha avuto scampo”.

La domanda è per tutti la stessa: fosse stato un bambino la vittima dell’attacco? Diablo, al contrario del suo nome datole a causa della sua vivacità, era un cane tranquillo, abituato agli uomini e agli animali, tanto da accordarsi ai padroni che portavano a passeggio i loro cani. Esattamente come successo ieri sera.

Il branco stava rovistando nei cassonetti dell’umido nelle vicinanze della chiesa di San Gabriele. Quando hanno visto il cane, sono come impazziti – seppure quella è la loro natura selvaggia, lo spirito di sopravvivenza – e hanno sferrato l’attacco. Una scena drammatica, non sfuggita ad alcuni passanti, corsi a portare Diablo alla clinica veterinaria.

“C’era sangue ovunque e la scena era raccapricciante – racconta la veterinaria -. Non capisco perché non si intervenga in maniera efficace, chiudendo i varchi, catturando e confinando gli animali. Siamo di fronte a un’emergenza molto seria, anche perché i cinghiali si riproducono molto velocemente e la metà di ogni cucciolata è composta da femmine, che dopo pochi mesi partoriscono a loro volta. Ormai sono un numero impressionante e diventano sempre più pericolosi perché il loro primo obiettivo è sfamarsi”.

Con l’arrivo dell’estate la situazione non può che peggiorare. L’aggressione, infatti, è avvenuta nelle vicinanze di un giardino molto affollato. “Di questo passo ci scappa il morto e nessuno potrà appellarsi ad alcun alibi”, conclude la dottoressa.

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