Pochi minuti in più che diventano un salasso. La sosta a pagamento nell’aeroporto di Bari continua a riservare sorprese, dopo la multa lievitata a quell‘automobilista uscito dalla corsia di emergenza, su suggerimento dell’addetto alla sbarra, è la volta di un altro malcapitato, a cui pochi minuti oltre i canonici 15 gratuiti, si trasformano in un crescendo rossiniano, per fortuna rimasto confinato nell’alveo di pochi euro. Andiamo con ordine.

Il nostro Giovanni, conscio dell’aver appena sforato il quarto d’ora a sua disposizione, ieri mattina si reca alle casse automatiche, paga il dovuto, 3,50 euro, e con la macchina si avvia verso l’uscita. In quel momento, per sua fortuna, c’è poca gente, e così lungo il tragitto non trova nessuno. Arriva alla prima sbarra, che si alza prontamente, la oltrepassa, e dopo qualche metro arriva alla seconda sbarra. Ed è qui che iniziano i problemi.

Giovanni inserisce il tagliando e, prima di guadagnare l’uscita, scopre che deve pagare altri 2 euro. Costretto a fare marcia indietro, si reca alla cassa automatica presente vicino alle sbarre e scopre che il pedaggio è aumentato di altri 2 euro: “In pratica – spiega l’automobilista – sommando i 3,50 euro dell’inizio e i 4 euro chiesti dopo, sono stato costretto a pagare 7,50 euro per soli 5 minuti di sosta all’interno dell’Aeroporto. Una vera e propria truffa, non saprei come altro definirla”.

Stando a quanto raccontato da Giovanni, la sosta è durata in tutto 20 minuti: Si vede anche dal biglietto – sottolinea – la cassa automatica, sopra ai primi 3,50 euro pagati, ha stampato gli altri 4 euro. Se non avessi avuto con me i soldi, cosa sarebbe successo? Non c’è nessuno degli addetti a cui chiedere spiegazioni sul da farsi”.

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