Secondo quanto riferiscono fonti ufficiali, il maresciallo maggiore della Polizia Locale di Adelfia, Vito Panarelli, ha speronato con l’auto di servizio il suo parigrado Giuseppe Distinto, anch’egli a bordo dell’auto di servizio, causando danni alle due vetture. I due avrebbero avuto anche un battibecco. Il fatto, successo ieri in via Bachelet, è forse la proverbiale goccia che farà traboccare il vaso della contestatissima gestione della Polizia Locale nella cittadina dei due campanili e dell’uva pizzutella.

Polizia Locale che attualmente ha molta, forse troppa autonomia di manovra e consente al suo comandante, tra le altre cose, di poter andare in giro senza una divisa o di avere la qualifica di gestore e controllore del servizio di nettezza urbana, o più in generale di non dover dare troppo conto sul suo operato all’Amministrazione comunale.

Secondo le informazioni che siamo riusciti a raccogliere, Panarelli – per motivi ignoti – non avrebbe gradito molto gli sforzi messi in campo da Distinto per riportare il regolamento comunale della Polizia Locale nei ranghi della legittimità come prevede ormai da due anni la legge quadro della Polizia Locale e la stessa legge regionale. La modifica è arrivata alla discussione della competente Commissione comunale, dove alcuni giorni fa lo stesso Panarelli, anche in questo caso davanti ad alcuni testimoni, avrebbe fatto la voce grossa. Ne sa qualcosa nello specifico un consigliere comunale, anche lui preso di mira più di altri suoi colleghi.

Ma cosa c’è davvero sotto? E perché al Comune di Adelfia qualcuno starebbe remando contro il ripristino di una condizione della Polizia Locale nel recinto indicato dalla Legge? Può il comandante della Polizia Locale avere la gestione del servizio di nettezza urbana – servizio per cui è arrivato ad Adelfia da Trento – e al tempo stesso esserne l’ufficiale adibito al controllo? Seppure integerrimo, ma quale credibilità può avere in questa doppia veste? È vero che Panarelli ce l’ha con Distinto perché quest’ultimo ha più volte sollevato la questione delle indennità percepite interamente dal collega part time? È vero che Distinto in passato sarebbe stato vittima di un’aggressione fisica, la cui rischiesta di intervento sarebbe finita in caciara?

Ma torniamo alla cronaca, partendo dalla fine. Quando il maresciallo Distinto è tornato dal Pronto soccorso, dov’è stato portato intorno alle 12.30 e sottoposto a tutti gli esami del caso per via della tremenda agitazione, ha constatato che la sua auto personale era stata rigata. Episodio regolarmente segnalato ai Carabinieri, attraverso una denuncia contro ignori. Il fatto inquietante è che il mezzo era parcheggiato all’interno del Comando della Polizia Locale, luogo in cui possono entrare in pochi. A causare lo stato d’ansia sarebbe stato proprio lo speronamento, visto da alcuni testimoni che hanno pure raccontato su facebook l’accaduto, e il clima inquietante che si respira ormai da un po’ di tempo. Il maresciello maggiore Giuseppe Distinto è in malattia, con una prognosi di 7 giorni.

Sulla questione abbiamo sentito il Sindaco Giuseppe Cosola. “È un fatto gravissimo – ha detto – ho acoltato una versione dei fatti, nelle prossime ore sentirò l’altra campana, ma non escludo si possano prendere decisioni clamorose. Il regolamento della Polizia Locale deve essere modificato nel rispetto della legge”. È vero che ieri i due marescialli inizialmente erano stati designati al controllo del percorso della passeggiata in bicicletta? È vero che l’ordine di servizio è stato modificato a penna, con l’inserimento del controllo sul percorso della spazzatrice per la pulizia delle strade, dove poi è avvenuto lo speronamento? Perché qualcuno sarebbe contrario alla modifica del regolamento della Polizia Locale se per ammissione dello stesso primo cittadino, “quello attuale non sarebbe del tutto conforme alla normativa vigente”?.

Lo speronamento sarebbe avvenuto dopo che il maresciallo Distinto aveva iniziato ad accendere le sirene della sua auto in maniera intermittente per avvisare i residenti del passaggio del mezzo della nettezza urbana. Decisione a quanto pare presa dopo aver raccolto alcune segnalazioni da parte dei cittadini, infuriati perché il collega avrebbe multato senza nessun preavviso. La domanda che si pongono in molti è ralativa alle evidenti conseguenze del gesto: chi paga i danni? L’episodio di cronaca, tuttavia, sembra essere solo la punta di un iceberg che adesso rischia di colare a picco.

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