Solo nel mese di marzo, all’ospedale San Michele di Monte Laureto a Putignano, sono stati rubati 400mila euro di farmaci, tra antitumorali, ormoni della crescita e per l’epatite C. Un dato allarmante che mostra quanto i furti nelle farmacie ospedaliere siano la nuova frontiera del crimine.

I continui saccheggi portano a un danno erariale di grosse entità per il Servizio Sanitario nazionale che, oltre a dover stanziare nuovi fondi per l’acquisto di nuovi farmaci, deve anche provvedere all’installazione di impianti di sorveglianza e ad aggiustare i danni che i ladri procurano all’interno degli ospedali.

Spesso capita che i farmaci rubati siano alterati: come nel caso dei medicinali antitumorali che dovrebbero seguire la catena del freddo, ma che una volta saccheggiati sono soggetti a un deterioramento che implica reazioni differenti nei pazienti che li assumono.

I Carabinieri dei Nas, che grazie anche all’ausilio delle aziende farmaceutiche sono riusciti a sgominare il commercio parallelo di farmaci rubati in grossisti autorizzati, adesso devono fare i conti con la vendita nel mercato nero online, attraverso network di facile reperibilità dove c’è una compravendita tra pazienti e grossisti.

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