Aula di giustizia

La Procura di Bari ha chiesto tre condanne a 30 anni di reclusione per altrettanti imputati accusati di aver architettato la morte di un familiare facendolo investire da un’auto per ottenere il risarcimento dall’assicurazione.

Per i reati di omicidio volontario premeditato e truffa assicurativa, il pm Luciana Silvestris ha chiesto le condanne per Anna Masciopinto, suocera della vittima, suo fratello Vito D’Addabbo, che guidava l’auto che ha ucciso il 24enne Girolamo Perrone, e Rocco Michele Caringella. Il processo si sta celebrando con il rito abbreviato nell’aula ‘bunker’ di Bitonto dinanzi al gup del Tribunale di Bari Rosa Anna Depalo. Nella prossima udienza del 12 luglio sono previste le arringhe. Le indagini dei Carabinieri sono partite dopo l’incidente stradale, avvenuto sulla provinciale Adelfia-Cassano delle Murge il 5 ottobre 2016.

I militari trovarono sul posto D’Addabbo, conducente della Fiat Punto responsabile del sinistro, il quale riferì di aver investito un pedone che aveva improvvisamente attraversato la strada. La vittima morì dopo alcuni giorni a causa delle gravi ferite riportate.

Gli accertamenti, supportati da intercettazioni telefoniche e ambientali e dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di ricostruire la vicenda. Ad organizzare il finto incidente sarebbe stato Caringella, con precedenti specifici per truffe, insieme con la donna. I tre imputati furono arrestati nel gennaio 2018.

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