Giacomo Olivieri, ex presidente della Miltiservizi, è su tutte le furie. “Sono stufo di essere processato sui giornali alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali – tuona l’avvocato – ho appreso la notizia delle indagini e sono sicuro di riuscire a dimostrare la mia innocenza nelle sedi opportune. Credo nella democrazia e quindi anche nelle indagini. Essere indagati non significa essere colpevoli”.

A detta dell’ex presidente della Multiservizi non c’è stato dolo nella vicenda Cascione, l’ex direttore generale per il cui stipendio è balzato agli onori delle cronache. “Alcuni giornali per questa vicenda hanno tirato in ballo il nome di Pasquale Di Rella dicendo che non potrò occuparmi della sua campagna elettorale. Niente di più falso – tuona Olivieri -. Non ho alcuna implicazione nella campagna elettorale, salvo la candidatura di mia moglie in una lista civica che lo sostiene”.

La domanda che si fanno in tanti è la stessa: “Nel caso dovesse vincere Di Rella quale sarà la fetta di torta destinata a Olivieri”. La risposta è categorica. “Non ambisco ad avere né un incarico politico, né pubblico, né legale al Comune di Bari – dice Olivieri -. Non lo sono mai stato neanche quando ho avuto ruoli di maggioranza e certamente non li andrò a chiedere a Di Rella.

“Sono certo – conclude Oliveiri – che nessuno, neppure con questi mezzucci, potrà minare la candidatura di Pasquale Di Rella e la sua reputazione specchiata. Sono dispiaciuto dal fatto che alcuni organi di stampa, anche di caratura nazionale, siano costretti a fare inutili e dannosi processi sulle loro pagine, non è esclusa la possibilità che chieda conto in Tribunale per alcune dichiarazioni scritte in maniera a dir poco avventata”.

 

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