Ci sarrebbero talmente tante anomalie nella gara d’appalto indetta dalla Asl di Bari per l’affidamento dell’assistenza domiciliare di secondo e terzo livello, che qualcuno si è rivolta alla Procura di Bari prima della scadenza del bando, prevista il 6 maggio prossimo.

Si tratta della gestione del servizio per i prossimi quattro anni, per circa 40 milioni di euro e in tutto il territorio di competenza della Asl di Bari. Proprio in virtù di queste presunte storture non sembra ci siano molte aziende pronte a farsi avanti a suon di ribassi, anche perché i 70 punti da assegnare appaiono eccessivamente generici, ovvero privi di requisiti oggettivi, in grado di richiamare le specificità del servizio oggetto dell’appalto. Molta discrezionalità, insomma, senza contare che la formula del prezzo così come elaborata non premierebbe i ribassi e quindi il risparmio per l’amministrazione pubblica, ma solo i ribassi minini in percentuale.

Chi ha denunciato la possibile gara sartoriale, avrebbe individuato almeno una mezza dozzina di grossolane superficialità e per questo chiede all’autorità giudiziaria di vederci chiaro.

Per capirci qualcosa in più ci siamo presi la briga di stampare tutto l’incartamento e leggere anche le clausole scritte in maniera meno evidente tra le pagine del bando.  Non si tratta di cifre irrisorie, neppure per una regione come la Puglia, dove non si è mai lesinato in tema di sanità: 40 milioni di euro sono un botto di soldi. Crediamo quindi sia necessario che tutto venga svolto nel pieno rispetto delle leggi, senza consentire a chicchesia di avere privilegi di alcun tipo.

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