Minacce, sputi e uno schiaffo in faccia dal troglodita che in via Davanzati aveva aizzato alcuni suoi connazionali contro Samuka, il nostro ex operatore di colore. Un ragazzo liberiano di 23 anni che siamo stati costretti ad allontanare dopo le conseguenze di quell’aggressione.

“Ti ammazzo – ha detto più volte prima di colpire in faccia – mi devi dare 20mila euro per avermi sputtanato su facebook”. Allora come oggi stavamo riprendendo altro, non era lui l’oggetto del nostro servizio. Solo, senza cameraman, ero andato N’ derre a la lanze per riprendere il tombino dentro cui sabato sera è caduta una signora, facendosi molto male. Un tombino che l’amministrazione dei rendering non è capace di far sistemare nonostante le molteplici segnalazioni. Non mi ero accorto dell’uomo e ho iniziato a fare le riprese, quando improvvisamente mi si è fatto incontro.

Nel video si sentono chiaramente le minacce di morte, il rumore dello schiaffo in faccia, si vedono gli sputi e un pescatore che prende le mie difese. Ciò che non si sente e vede, purtroppo, sono le minacce di morte e l’invito a non frequentare più quel pezzo di città, fatte da alcuni altri pescatori. L’accusa? Aver sollevato il problema mal gestito dell’abusivismo in una città che consente ad alcuni di accendere abusivamente una bombola di gas e vendere popizze e sgagliozze senza fare uno scontrino davanti ad una caserma della Guardia di Finanza, mentre perseguita altri padri di famiglia, commercianti abusivi per sfamare le proprie famiglie. Insomma, la nostra inchiesta non aveva certamente l’obiettivo di smascherare singoli venditori senza licenza, ma l’incapacità di affrontare il fenomeno in maniera strutturata.

“Te ne devi andare da qua”, “Ti stacco la testa e ci gioco a pallone”, “Ti è andata bene vattene via con le tue gambe”, “Se ti fai rivedere ti ammazzo”, “Proprio ieri stavamo parlando di te e del fatto che se ti avessimo visto ti avremmo lasciato a terra”. Sono alcune delle minacce fatte in questa mattinata di follia, che arriva dopo un’altra alla quale non avevo dato peso. Il solito troglodita (visibile nella foto pubblicata in basso), sempre lui, aveva fatto irruzione in un ristorante del centro mentre ero in compagnia del mio operatore per minacciarmi e promettermi la morte. Se continua di questo passo prima o poi ci riuscirà. Così fosse, mi raccomando, niente targhe ricordo, premi e fiori, ma solo opere di bene. Alla faccia della legalità.

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