Un 58enne si presenta al Punto di primo intervento Santeramo con un dolore toracico, avvertito mentre era al lavoro nei campi. L’equipaggio del 118, che nell’ex ospedale ha la sua postazione, lo fa salire in ambulanza per fare l’elettrocardiogramma. Il responso è tra i peggiori: “Grave infarto anteriore in corso”.

Il medico attiva il cosiddetto HUB e l’ambulanza parte per l’Emodinamica del Miulli di Acquaviva. Le condizioni del paziente sono disperate. Dopo 6 minuti dalla partenza e a 2 minuti dall’arrivo in ospedale, l’uomo va in fibrillazione ventricolare. Immediata la scarica col defibrillatore. Il 58enne si riprende, ma in evidente stato di shock chiede cosa sia successo. Il 58enne viene rassicurato e accompagnato nella Sala di Emodinamica.

L’episodio, accaduto intorno alle 11:30, consente ancora una volta di sottolineare – ma lo faremo in maniera più dettagliata – la necessità dell’Emodinamica all’Ospedale dalla Murgia, essendo a servizio di vasta popolazione. Non sempre, infatti, i viaggi della speranza verso Acquaviva e Matera vanno a buon fine. Storie di ordinaria buona sanità.

“Il dolore toracico rappresenta una delle cause più frequenti di chiamata al 118 – spiega il medico -. Non tutti sottendono necessariamente un episodio infartuale, ma porre tale diagnosi in modo rapido con conseguente impostazione terapeutica e, dunque, trasporto in unità di emodinamica, è fondamentale per noi che lavoriamo in ambito pre-ospedaliero. Il paziente è stato estremamente fortunato, perché ha potuto accedere in tempi estremamente brevi alle cure del caso. Purtroppo non sempre si è così fortunati, soprattutto in zone dove l’emodinamica è troppo distante”.

C’è poi un’altra considerazione da fare. Cosa sarebbe successo se l’ambulanza non fosse stata in sede, perché chiamata su un intervento meno grave? “Ritengo fondamentale approfittare di queste situazioni per fare un po’ di educazione sanitaria – continua il medico – in questo caso sul corretto utilizzo del 118, che non può e non deve trasformarsi in un servizio taxi o nell’occasione di saltare i tempi di attesa per una visita specialistica o un ricovero. Il dolore toracico rappresenta uno dei pochi casi in cui la chiamata al 118, effettuata all’insorgenza dei sintomi, può salvare la vita”.

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