Va N’ dèrre a la lanze per comprare i ricci, ma si rompe gomito e piede per colpa di un tombino aperto, ricoperto di acqua. Nuccia sabato sera voleva solo accontentare la sua voglia di frutti di mare, ma a causa della scarsa manutenzione passerà 9 mesi di inferno tra gesso, operazioni e fisioterapia.

“L’acqua aveva ricoperto completamente il tombino e credevo ci fosse la grata – racconta -. Pensavo di bagnarmi solo le scarpe e invece sono finita con la gamba dentro e, per salvare il mio cagnolino, ho sbattuto il gomito per terra”.

“Non riuscivo a muovermi, urlavo dal dolore. Mio marito – continua Nuccia – ha immediatamente chiamato il 118 e dopo mezz’ora è arrivata l’ambulanza che mi ha portato al Pronto Soccorso. Frattura al gomito e frattura di settimo grado alla caviglia, dovrò aspettare che si assorba l’emorragia e, dopo 20 giorni di riposo forzato, mi ricovereranno per capire il da farsi”.

Siamo andati a vedere se il tombino fosse ancora aperto (ecco spiegata la nostra presenza N’ dèrre a la lanze disturbata dall’arrivo del troglodita che ha preso a schiaffi e sputi il nostro giornalista) e anche i pescatori, turisti e baresi presenti hanno denunciato la sua pericolosità. In una città che pensa al futuro con i render del nuovo lungomare, un tombino aperto è un enorme passo indietro.

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