Aula di giustizia

Dai 7 ai 2 anni di reclusione per i 6 imputati condannati dal Tribunale di Bari nel processo di primo grado su presunte sentenza tributarie pilotate. La Corte ha anche assolto 4 imputati perché “il fatto non sussiste” e ha dichiarato la prescrizione dei reati ad altri 13 imputati.

L’ex giudice tributario barese, Onofrio Quintavalle, ha avuto la pena più elevata: 7 anni di reclusione. È stato ritenuto responsabile di 6 episodi di corruzioni in atti giudiziari e tre falsi. All’ex giudice è stata concessa l’attenuante della collaborazione per aver rivelato agli inquirenti di aver ricevuto per anni denaro, buoni vacanza, consulenze e prodotti enogastronomici in cambio di sentenze favorevoli.

Condanna anche per i due imprenditori Raffaele Putignano e Franco Maria Balducci, rispettivamente a 2 anni (con pena sospesa) e a 2 anni e 6 mesi di reclusione. Il Tribunale ha riqualificato in corruzioni semplici, dichiarandone la prescrizione le vicende nelle quali Quintavalle non era direttamente impegnato come giudice.

Agli altri 23 imputati, avvocati, funzionari delle commissioni tributarie e imprenditori, erano contestati i reati di corruzione in atti giudiziari, falso, rivelazione del segreto d’ufficio, infedele dichiarazione dei redditi, riciclaggio, favoreggiamento, abuso d’ufficio, truffa, millantato credito e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, la metà dei quali dichiarati prescritti.

I fatti risalgono agli anni 2008-2010, quando Quintavalle era presidente della Commissione Tributaria regionale della Puglia. Fu arrestato nel novembre 2010, insieme con colleghi e altri professionisti, fra i quali i commercialisti baresi Gianluca Guerrieri e Donato Radogna, condannati entrambi a 3 anni di reclusione. Condanna a 2 anni di reclusione (pena sospesa) per l’allora segretario di una sezione della Commissione Tributaria Provinciale di Bari, Domenico Carnimeo.

Nel processo si erano costituiti parti civili il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia. Nei loro confronti il Tribunale ha stabilito che i sei imputati condannati dovranno risarcire i danni. Tre società, imputate per la responsabilità amministrativa degli enti, sono state condannate a sanzioni pecuniarie fino a 100mila euro e due di loro interdette per sei mesi oltre alla confisca del profitto dei reati. I giudici hanno inoltre dichiarato la falsità di tre sentenze tributarie risalenti agli anni 2009-2010