“Viviamo a Bari, è meglio farsi i fatti propri”. Chi lavora nei capannoni di via Ascianghi ha visto coi propri occhi chi getta ogni tipo di rifiuto tra la vegetazione. La paura di fermarli o di denunciarli è troppa: “Non si sa mai chi ti capita”.

Molti credono sia colpa degli immigrati, ma non è così. “Loro sono italiani, noi extracomunitari non possiamo denunciarli” ci dice un ghanese spaventato da cosa gli potrebbe succedere se decide di raccontare quanto accade nella via tra i quartieri Stanic, Libertà e San Paolo.

Frigoriferi, taniche di olio esausto, scarpe, vestiti, pneumatici, bustoni neri con dentro chissà cosa, scarti edili e tanto altro. Due anni dalla nostra incursione, via Ascianghi è sempre la stessa, tranne forse per la colonia di gatti accudita da Luca. La mancanza di controlli è ben visibile dal numero di rifiuti che popola la vegetazione. “La vista di questo schifo è bloccata dagli alberi, basta salire sul muretto per vedere la discarica”

“Dovrebbero creare la figura dell’ausiliario dei rifiuti”. Una proposta interessante da parte dell’attivista Dino Rizzi, che se così fosse, potrebbe essere finalmente pagato per il servizio che offre a Bari da sempre.

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