Andrea Viero, ex commissario di Ferrovie Sud Est, ha parlato dinanzi al Tribunale di Bari come testimone del crac da 230 milioni di euro della società pugliese di trasporti, ora di proprietà di Ferrovie dello Stato. Dinanzi alla corte ha definito i conti di Fse “un puzzle impazzito e sparpagliato”.

Tra funzionari, consulenti e Luigi Fiorillo, commissario governativo, legale rappresentante e amministratore unico della società, sono 15 le persone imputate nel processo. L’accusa è di bancarotta fraudolenta documentale, societaria e patrimoniale, di dissipazione e distrazione di fondi. I fatti contestati si riferiscono agli anni 2001-2015, fino a quando la società è stata commissariata. Durante il processo, Viero ha ripercorso i suoi anni alla guida della società, dal commissariamento dopo venti anni di gestione Fiorillo, a fine 2015, fino all’inizio del 2017, all’indomani dell’acquisto da parte di Ferrovie di Stato.

Viero ha parlato del calvario nel riaprire la documentazione e di rendicontazioni fantasiose prive di una contabilità analitica finalizzate ad inventarsi quotidianamente un modo per sopravvivere, sintomi di una incapacità tecnica di gestione dell’azienda. In più ha ricordato dei treni acquistati ma mai usati, delle trasferte al contrario di Fiorillo, pagato 98 euro ogni volta che andava nella sede aziendale da Roma, le consulenze e le esternalizzazioni di servizi per decine di milioni di euro, dai 27 milioni all’avvocato Schiano per attività di assistenza e consulenza legale ai 53 milioni di euro per la gestione di servizi informatici, dai 2 milioni per la gestione dell’archivio storico alle spese di carburante per 14 milioni di euro, oltre il 40% del prezzo di mercato.

Stando alle indagini della Guardia di Finanza il modo usato da Fiorillo, in concorso con gli altri imputati, avrebbe dissipato o distratto fondi per centinaia di milioni di euro nell’arco di circa 10 anni falsificando bilanci e esternalizzando servizi senza fare gare d’appalto. L’ex commissario Viero tornerà in aula alla prossima udienza del 7 maggio per rispondere alle domande delle difese.

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