Davide aveva paura di salire sul capannone, lo avrebbe confidato a un paio di colleghi e ai familiari, ma a preoccuparlo maggiormente era la possibilità di perdere il lavoro o di non vedersi rinnovare il contratto da apprendista. Per questo non avrebbe opposto resistenza a svolgere quella mansione.

Emergerebbero nuovi particolari sulla morte di Davide Di Gioia, l’apprendista capursese di 24 anni precipitato da un’altezza di 15 metri lo scorso 28 gennaio mentre lavorava nelle Industrie Fracchiolla di Adelfia.

Tra gli altri elementi al centro delle indagini ci sono le tipologie dei contratti dei dipendenti impiegati nella realizzazione del capannone. Sarebbe infatti emerso che tutti gli operai in quota al momento della tragedia sarebbero stati apprendisti. Una tipologia contrattuale che avrebbe dovuto evitare loro quella occupazione rischiosa, che necessiterebbe in ogni caso di una adeguata preparazione e formazione.

Il cavo utilizzato per l’ancoraggio dei lavoratori era a norma? Agli apprendisti era stata fatta una qualsiasi pressione per convincerli a lavorare sul capannone? Gli operai erano stati opportunamente formati? È vero che in altre occasioni alcuni dipendenti assunti a tempo indeterminato avevano rifiutato di fare quella stessa operazione? Sono tante le risposte che si attendono al termine delle indagini svolte dai Carabinieri.

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